
maschera d'acciaio forte
alle cinque svaniva tra i nervi
di strade curve
con l'asola del cuore aperta
e subito chiusa
al tramonto
inondava lo sguardo di rosso
e d'arancio e di azzurro svanito
per timore di perdere
l'ultimo soffio del giorno
ripeteva profili sbiancati
e solide lame d'ombra
al mattino d'inverno
mentre con l'occhio alla terra
piangeva un ricordo
o un'idea
di sé
tra le mani nude
in ogni possibile senso
accoglieva una notte più breve
e restava
resistendo più a lungo
alla voce
e ai suoi tagli

